2019/07/02

La Poetessa di Silvia Cecchi


Dalla scatola delle fotografie di famiglia
La Poetessa 

di Silvia Cecchi


     Mio padre era fotografo, mia madre anche. Io lo ero di sponda. Figlio d’arte. E, capitava spesso di vedere un bel tramonto, un bel panorama e si cercava subito da bravi fotografi di bloccarne la bellezza con uno scatto. Si pensava di poter  afferrare l’aria, l’ineffabile, bloccare in eterno quella indescrivibile bellezza che a sorpresa ti offre la Natura. Ma, era delusione quando, sviluppato il rullino e stampata la foto, si guardava il risultato su un rettangolo di carta al bromuro d’argento. L’atmosfera non c’era. L’incanto neppure. L’immagine riportata era lontana dal vero. Una delusione.
     La stessa percezione di allora, lo stesso timore ho avuto quando davanti al mio computer ho creduto di poter consegnare a un potenziale lettore, ad una attenta lettrice,  il contenuto, ma soprattutto la bellezza di questo libro titolato “La Poetessa” dalla scatola delle poesie di famiglia, di Silvia Cecchi. 
     A leggere, da subito, ho capito di trovarmi davanti a qualcosa di nuovo, di originale, di intrigante, ma soprattutto di bello. Pensieri che si srotolano come su un elegante tappeto su cui il lettore, la lettrice incedono lentamente per gustare la bellezza di quel de-scrivere, profondità di un contenuto che sa leggere nell’animo di una Donna, poesia soprattutto ad ogni momento. Lettura. Che all’inizio ti incuriosisce, poi ti affascina, quindi ti prende.


Il contenuto del libro:  poesia e filosofia

    Si tratta di un racconto nel quale una Donna, “La Poetessa” (io narrante), rovistando tra le fotografie di famiglia all’interno di una scatola,  rievoca il suo passato, parlando a mezza voce. Monologo di chi parla con se stessa per ricordare esperienze tristi e meno tristi della sua vita.  Lettura di una realtà depositata nella memoria. 
       
     Dentro questo lungo racconto (o romanzo?) c’è il tutto della protagonista, che poi è la scrittrice, Silvia Cecchi, con il suo amore per la scrittura, con la sua cultura (fuori del comune) la sua filosofia della vita, la sua lettura della realtà con il suo inestricabile aggrovigliato inspiegabile labirinto, e le sue pene e i suoi dolori. Come pure la necessità umana di resistere, sopportare, tener duro. Necessità di accettare le traversie, per non lasciarsi travolgere dalle tempeste che ci colgono a sorpresa e ci trovano incapaci di opporre una resistenza. Perché nella vita ...

“Querce bisogna essere. Ben radicate sulla terra”

Ed è necessità restare sulla scena fino al gran finale, quando per ognuno di noi, la nostra storia sarà finita,  e si chiuderà il sipario.

        Da questo romanzo, che è storia di un’anima, si evince che la vita procede su due livelli: da una parte poggia sul reale (la vita), con le sue necessità, il suo improrogabile inesorabile destino, dall’altra riposa sulla 

“Beata levità dei sogni, e dei desideri dimenticati (...) 


supportati da una fantasia che lievita la realtà e la fermenta. Fantasia che è il lievito del nostro esistere, del nostro futuro, dei nostri progetti sognati.   

Fantasie rare, come le apparizioni, 
che nascono sempre 
come un prolungamento 
delle cose reali, concrete, di tutti i giorni.

    E la delusione? Quella si ha quando il sogno scoppia e si frantuma come bolla di sapone. Quando ci si accorge che

             “La vita duole dentro come un viscere freddo 
                           sul banco del pescivendolo”. 
                                “Quando ognuno di noi 
                          va incontro al proprio evento”.

“Quando viene da gridargli in faccia
a quel despota di un Destino”.

“Quando non si conosce abbastanza 
il male del mondo,
il fondo freddo di tutte le cose.” 

“Dolore che segna l’anima
che non è fatta per sopportare 
certi accadimenti, 
o si rompe a freddo
come la lastrina di ghiaccio 
quando sbrini il frigorifero 
o si rompe nella brace del dolore.

     Ed è allora che il lettore si accorge che il libro non appartiene alla categoria dei racconti ameni: leggi e metti da parte. Ma, si tratta di opera che ti obbliga a riflettere, meditare, per sorbire lentamente i messaggi impliciti, attenuati dalla sensibilità della scrittrice, che ti dicono come tutto nel libro vive all’insegna dell’arte, della eleganza formale, come pure di una filosofia soft, appena appena cennata, ma reale, vera, profonda. Perché? 

“La vita è un prolungamento delle cose reali, un grumo d’universo bisecato da rette metafisiche, in cui, uno spazio reale si interseca con uno spazio surreale” (...) e, conforto al tutto è il silenzio che puoi ascoltare (...) se ci si mette a singhiozzare in un angolo, non vista da nessuno..”.  

    Tante sono le chiavi di lettura del libro che consegniamo al lettore. Si pensi che la scrittrice cita in apertura Clarissa Pinkòla Estès, e il suo “Donne che corrono coi lupi”. E il fatto che protagoniste del libro sono due donne che vivono in un universo dove la cultura è quella dettata dal maschio. E la vita di una Donna è sempre segnata dal volere degli uomini.    
     
    Per chiudere, sentiamo doveroso leggere insieme il finale del libro e godere la bellezza descrittiva della nostra scrittrice, per valutare la forza, la bellezza, la intrinseca poesia del romanzo.

     “Un bel giorno le mille foglie della quercia si faranno piccole e scure, tante e gremite come un nugolo di storni di passo che siano calati sui rami tutti insieme. E un altro giorno, allo stesso modo, tutte insieme si libreranno nel cielo, e la quercia resterà lì, brulla con i suoi rami spogli”.      

E ancora, la chiusura finale:

“C’era nell’aria un respiro lieve … La vecchietta smemorata stava tornando per la via di casa, con la neve che le cancellava i passi, e l’ombra una volta davanti, una volta di dietro. L’attirò una luce, un canto come un coro di voci. Erano gli angeli - pensò - finalmente gli angeli. Oppure i suonatori che venivano a prenderla e l’avrebbero portata in un altro paese, ancora più lontano, dove c’è un’altra fiera, un altro mercato, altri boschi, altre strade… 

E allora... 

La poetessa non ci sarà più. Ci sarà solo il suo quaderno incompiuto. E, un quaderno incompiuto prima o poi trova sempre chi lo continuerà, finché il lettore un giorno lontano più non saprà distinguere se in esso vi sia una sola vita, o due, o chissà quante … unite. 

Postilla: Il libro sembra scritto a quattro mani. Come se la scrittrice Silvia Cecchi riferisse la storia vera di Anna Teresa Albanesi, poetessa, che nella sua vita non mancò mai di bloccare con una poesia tutte le esperienze della sua vita, e poco prima di lasciarci raccontò questa storia alla scrittrice. Interessante la confessione della “Poetessa” che della sua poesia dice:

     Sapere di avere salvato al caso qualcosa, di averla trattenuta dal franamento dei giorni, di averla messa dentro a parole che restano sul foglio di carta, che a pronunciarle hanno persino un suono (...)  

Ed è uno scopo nobile, anche quando si mette a dimora l’idea che quei fogli di carta 

“Dovessero servire solo 
a fare i denti buoni ai topi, 
che roderanno le mie parole in soffitta”.    

Ma, si sa che il tutto è un escamotage per scavare all’interno dell’anima, tentare di scoprire il senso del nostro esistere, il perché della vita e della morte, e ricordare con la poesia i segni lasciati dentro di noi dalla vita.                                            
                                         Gino Carbonaro             

          

     

2019/04/26

Gino Carbonaro CURRICULUM


Descrizione: L'immagine può contenere: una o più persone e persone che suonano strumenti musicaliDescrizione: L'immagine può contenere: Gino Carbonaro, bevanda            

                        Prof. GINO CARBONARO
 Scrittore – Storico - Critico d’arte - Fisarmonicista


 CURRICULUM

  
Ø ESPERIENZE PROFESSIONALI
·      Preside per 20 anni dell’Istituto Dante, legalmente riconosciuto: Corso completo di Magistrale e Ragioneria.
·      Docente di Italiano e Storia c/o ITIS di Ragusa

Ø ISTRUZIONE E FORMAZIONE
·      Università “La Sapienza” di Roma - Laurea in Filosofia Classica (1963)
·      Liceo-Ginnasio “T. Campailla” di Modica - Maturità classica (1958)
·      Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei” di Milano - Corso teorico-pratico di “Fotografia a colori” (sviluppo e stampa), e relativo Diploma (1955)

Ø CAPACITÀ E COMPETENZE PERSONALI
  Elevate capacità comunicativo-relazionali
·    In grado di interagire con facilità, disinvoltura ed efficacia con persone di diverse etnie e in contesti culturali anche notevolmente distanti dal proprio (Occidente-Oriente), nei quali ha fatto apprezzare le proprie competenze (specialmente nel campo artistico e musicale)
·    Abile conferenziere, riesce a rendere fruibili le tematiche che tratta da un pubblico variamente caratterizzato per età (dai minori…agli anziani) e con diversi livelli d’istruzione e cultura
·    Riconosciuta facilità nella trattazione e restituzione in pubblico di tematiche di rilievo culturale e sociale
·      Gestisce con competenza il Blog (ginocarbonaro.blogspot.com) da lui attivato nel 2011 e nel quale pubblica sia numerose recensioni e/o prefazioni a testi inerenti l’area letteraria, storica, artistica, musicale, antropologica, sociale,…, sia proprie riflessioni di ampio spessore culturale su varie tematiche (ma anche scritti di tipo autobiografico/psicologico, nei quali evidenzia un’ottima capacità di lettura del rapporto sé-realtà). Il Blog ha ricevuto ad oggi più di 100.000 visitatori (parametro di significativo gradimento)

Ø CAPACITÀ E COMPETENZE PEDAGOGICO-EDUCATIVE
·   Un solido sistema di valori, umani e sociali, e la significativa formazione accademica hanno motivato e sostenuto il suo impegno continuo nella ricerca in campo filosofico e, in genere, umanistico, consentendogli di esprimere con apprezzabile competenza il suo ruolo di ‘guida educativa’ mirata principalmente a formare i propri allievi alla vita
·   I gratificanti feedback che ancora continua a ricevere da numerosi suoi ex-studenti (alcuni dei quali già affermati professionisti) dimostrano la valenza e l’efficacia del modello pedadogico-educativo e didattico utilizzato, principalmente basato sulla centralità dello studente considerato protagonista attivo della propria formazione
·   È stato costantemente impegnato nella individuazione e sperimentazione di tecniche di facilitazione all’apprendimento (ne è un esempio la felice intuizione di un valido metodo di studio per chi ha problemi di memoria, utilizzato con successo)
·   Molto apprezzata la sua ‘metodologia didattica’, i cui punti di forza sono stati: la significativa capacità relazionale, la modalità interattiva, superamento dei limiti del rigido programma scolastico proiettando, piuttosto, gli studenti nelle dinamiche sociali e di attualità (anche attraverso l’analisi critica di articoli di riviste e quotidiani), coinvolgendoli in attività ricreativo-formative (momenti musicali con la fisarmonica), suscitando spesso in loro attenzione, interesse e motivazione allorché narrava, sempre con obiettivi formativi, i propri successi sportivi (come l’essere stato a 17 anni campione regionale dei 200 metri Criterium Studentesco.)
·   In virtù di queste competenze acquisite, ha sviluppato nel tempo significative capacità intuitive nella scoperta e valorizzazione di veri talenti in ambito letterario, artistico, musicale ….

Ø LINGUE
·   Lingua Francese: conoscenze di base
·   Lingua Inglese: conoscenze di base




Ø CAPACITÀ E COMPETENZE SOCIALI
·      Interessato alle problematiche della Comunità, al disagio delle persone svantaggiate, alla tutela dell’ambiente, al rispetto degli animali….; a tali aree dedica attenzione mettendo a disposizione le sue competenze, se necessarie
·      Sensibile al contrasto della violazione dei ‘Diritti Umani’ e ad ogni forma di discriminazione, stimolato anche dai processi di ridefinizione culturale e sociale avviati dagli eventi del ’68, con studi e personali riflessioni ha approfondito alcune aree problematiche, tra le quali particolare rilievo rivestono le ‘tematiche di genere’ e, all’interno di queste, la considerazione della costante e persistente asimmetria della relazione Donna-Uomo nella Società; le relative analisi sono state oggetto di specifica trattazione (cfr. Sezione “Pubblicazioni”)
·      Rotariano dal 2003 c/o  Rotary di Modica prima e di Ragusa dopo
·      Collaboratore del quotidiano “La Sicilia” per la pagina culturale

Ø CAPACITÀ E COMPETENZE ORGANIZZATIVE
·    Interessato alla conoscenza di altri Paesi e altre realtà (grazie anche alla sua passione per le tradizioni popolari), ha sviluppato ottima capacità organizzativa nella gestione dei viaggi e nell’esplorazione dei luoghi visitati, nei quali ha privilegiato la ‘scoperta’ delle specificità artistiche, musicali, culturali,…

Ø CAPACITÀ E COMPETENZE TECNICHE
·      L’approfondita conoscenza degli aspetti tecnici della ‘fisarmonica’ e della ‘macchina fotografica’ gli consente di esprimere livelli qualitativi elevati nell’utilizzo di entrambi gli strumenti

Ø CAPACITÀ E COMPETENZE INFORMATICHE
·      Buona capacità nell’uso degli applicativi di base
·      Ottima gestione del Blog che cura personalmente

Ø CAPACITÀ E COMPETENZE ARTISTICHE
·      Suona la Fisarmonica dall’età di 12 anni e ha sviluppato nel tempo passione e competenza: ad oggi ha raggiunto prestazioni di elevato livello, riscuotendo  calorosi apprezzamenti in occasione di concerti anche in contesti internazionali
·      Nel 2006 è stato in Giappone invitato dal Centro di Cultura di Osaka per far conoscere la musica popolare siciliana in otto scuole
·      Ha tenuto concerti nell’Auditorium del Museo Etnografico “Kubo” di Osaka, presso il Teatro “Jubel Hall” e in un luogo di meditazione “Madama Mura”, a Osaka e Kobe
·      Nel 2014 ha fatto parte della giuria del Concorso internazionale “Alberto Ginastera” a Chang Mai in Thailandia, dove ha tenuto un concerto nel Conservatorio di Chang Mai (La direzione aveva progettato di aprire un corso per lo studio della Fisarmonica) 
·      Ha tenuto un concerto per fisarmonica solista a Parigi ad un Festival Franco- italiano
·      Per 12 anni è stato componente della giuria internazionale al Concorso Ibla Grand Prize (uno dei tre giudici italiani)
·      Sull’esempio del padre, che amava dipingere, ha sviluppato sin da giovanissimo la passione per la pittura (cercando di capirne il senso, il significato, il valore …). Frequentando negli anni  ’50-’60 i ‘luoghi-culto’ dell’Arte, a Parigi il Louvre, ma in modo più incisivo Roma, ha acquisito una significativa e apprezzabile competenza di analisi critica in campo artistico che oggi esprime in diversi contesti, anche specialistici.
Negli anni ’70 ha aperto a Ragusa la Galleria d’Arte “Il Gabbiano”

Ø ALTRE CAPACITÀ E COMPETENZE
·      Conoscenza approfondita di tutti i generi di Musica e dei profili dei Musicisti, noti e meno noti, tanto da essere in grado di valutane le caratteristiche tecnico-strumentali e melodiche, le armonie, i ritmi e anche il gradiente emozionale, il tutto inquadrato a livello storico
·      Fotografo molto esperto, grazie anche alla formazione e alla guida ricevute in famiglia dai genitori, entrambi fotografi professionisti (“Studio Carbonaro” di Modica), che hanno dato, comunque, valore ad una sua apprezzabile attitudine di base

·      Appassionato di Cinema sin dall’età giovanile, quando cominciò a collaborare con lo “Studio Carbonaro” di famiglia, per il quale effettuava riprese di film 16 mm in occasione di particolari eventi


Ø ULTERIORI INFORMAZIONI
·      Studioso di Tradizioni popolari
·      Interessato alla musica popolare di tutto il mondo; in virtù di tale passione ha raccolto in cassette, LP e CD di Musica etnica di tutti i Paesi
·      Nel tempo ha realizzato una bella collezione di maschere africane che prossimamente verranno ospitate in un Museo ibleo 
·      Ha al suo attivo una ricerca sul Tango dalle sue origini, e poi in particolare fra il 1900 e il 1925, con riferimenti alla ‘Storia dell’Argentina’ (cfr. Blog)


PUBBLICAZIONI

·      Carbonaro, Gino, Prefazione a: Poesie, antologia poetica di Carmelo Assenza, Ed. Rotary di Modica

·      Carbonaro, Gino, Saggio su Serafino Amabile Guastella, in: Serafino Amabile Guastella VESTRU, edizione “filologica” curata dal Prof. Giorgio Piccitto, Ed. Thomson  Press Ltd, Oxford, UK, 1973

·      Carbonaro, G., Panorama - Antologia Italiana per la Scuola Media, Edizioni Didattiche, 1980          


Abstract 
È obiettivo del libro fare amare la lettura, per attivare nel giovane la percezione positiva della carta stampata e del libro come strumento di conoscenza, facilitando in tal modo l’avvio di un processo di autoalimentazione. A tal fine, particolare cura è stata data alla forma (serenità della pagina, dolcezza e corpo ‘14’ dei caratteri, giustezza del rigo) e al contenuto (racconti chiari, coinvolgenti nella narrazione, soprattutto brevi - non più di tre facciate - per dare la possibilità allo studente di non impiegare molto tempo del suo pomeriggio. Facilita la consultazione e















l’attribuzione di senso l’avere riunito i racconti in categorie: “Noi e gli animali”, “la Guerra”, “Un po’ di umorismo”, “Fiabe”, “Flashback”, ”Liriche”, “Odissea”, “Divina Comnedia”, “Mitologia greca”, e così via).
 
Descrizione: https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.15752-0/p280x280/52417139_607167639727188_7540034921734078464_n.jpg?_nc_cat=106&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=31929e0ea1b0673c922dfb65b168674b&oe=5CF1C613

 




·      Carbonaro, Gino, “La Donna nei Proverbi Siciliani”, 1a Ed. (1981) e 2a Ed. (1982) Thomson, Ragusa, - 3a Ed. Thomson Press Ltd, Oxford, UK, 2003
Abstract
Il lavoro, frutto di un’accurata e puntigliosa ricerca sui ‘proverbi siciliani’, mette in rilievo la percezione della donna nella cultura siciliana antica. In esso è rilevato che la nostra società era decisamente maschilista e manichea, nel senso che esistevano due entità, o archetipi speculari: il bene che è l’uomo, il maschio, Turiddu, con valenza positiva (+), e il male con ovvia valenza negativa (-), che è la donna, la femmina, Concettina.
È stato definito il primo libro femminista scritto da un uomo.   

Nelle librerie britanniche l'edizione tradotta in inglese dal professore universitario Douglas Ponton, con copertina di Giorgio Carbonaro
 
Descrizione: L'immagine può contenere: 2 persone

·     

Abstract
Uno studio attento, meticoloso e ampiamente documentato, nel quale le ipotesi interpretative avanzate dall’Autore affondano le radici nella Storia della Donna a partire dal mondo greco, per proseguire, successivamente, nell´analisi che di essa ne fanno l´Antico e il Nuovo Testamento e la letteratura patristica dei primi secoli del Cristianesimo. Dà significative chiavi di lettura per capire la persistente asimmetria del rapporto Uomo (one-up)/Donna (one-down) nella società di questo periodo storico
 




Carbonaro, Gino, “Donna, una storia senza eco. Misoginia-Violenza-Follia” – Ed. Centro Studi Feliciano Rossitto, Ragusa, 2018. Per questa pubblicazione gli è stato assegnato a Rovigo il Premio Internazionale per la Saggistica Gianantonio Cibotto 2018.                                                       
 Descrizione: C:\Users\utente\Desktop\Donna, una storia senza eco.jpg
·      PRODOTTI MULTIMEDIALI:
ü Ha inciso quattro CD (Carneval, Tango argentino, Love Songs e “Contea di Modica”, quest’ultimo di Musica tradizionale siciliana, edito nel 1989 dalla “Control Data” di Wiesbaden, Germania)
ü Ha pubblicato su Youtube alcuni dei più famosi tanghi dell’epoca oggetto della sua ricerca, interpretati con la fisarmonica.

v Work in progress ….per pubblicazioni prossime:
1.    Accurata ricerca su “La storia del Carnevale” (Saturnali, Baccanali, Lupercali, Medievali Feste dei Folli, Mammuthones) – [Un’anticipazione è presente nel Blog prima citato]
2.    Alberi di parole” – Una ricerca sugli Etimi

Abstract
Sulla base della considerazione che le lingue neo-latine discendono dal latino (e dal greco), sono state elencate 100 parole-chiave greche, delle quali l’Autore analizza l’etimo. Al fine di rendere chiara e, soprattutto, visibile la formazione di ciascuna parola, sono state utilizzate due modalità: la prima, discorsiva, riportante gli elementi  ‘linguistici’ (definizione, struttura etimologica,..), con associate note esplicative e di approfondimento, nonché sintetici ma esaustivi inquadramenti storico-culturali; la seconda, costituita da rappresentazioni grafiche che rendono evidente il ‘percorso di costruzione’ etimologica della parola, attraverso l’utilizzo di flow chart, immaginando un albero il cui tronco rappresenta l'etimo e ponendo su ipotetici rami le parole composte con la parola-base (es.,  MONOS-, da cui mono-posto, mono-fase, mono-gamia, ….).
 
 



Descrizione: https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.15752-0/p280x280/52717091_1894951747282306_5157900928132579328_n.jpg?_nc_cat=102&_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&oh=6b5932e17c4697f99b08c1ace5b00337&oe=5D23AE2A



Ø   ALCUNE “VOCI” DAL BLOG (Saggi, Articoli, Analisi critiche …),  2011- marzo 2019
Ø  2011
   Indovinello & Carnevale – Tra Storia e Poesia
   “Il figlio della ruota”, romanzo di Gianni Stornello
   Arturo Barbante, pittore, disegnatore, artista                 
   Graziella Scivoletto, scultrice e ceramista raku - Armonia & Incanto        
   L’uomo, la realtà, l’immagine
·     Saggio su “Donna, silenzio dell’anima”, Una serata con “Teatro Utopia”
·     Saggio su Raffaele Poidomani Moncada,” Enfant terrible” e le anime morte dell’Aristocrazia siciliana, Articolo pubblicato il 12 settembre 2006 sulla pagina "Cultura & Spettacoli" del quotidiano "La Sicilia"
Ø  2012
·     Leadership & Potere
·     Argilla & Terracotta, Grandi scoperte dell’Umanità
·     Elogio dell’Aforisma
·     Saggio su “La Punizione” di Salvatore Scalia - Dalla cronaca alla letteratura
·     Viaggio fra gli artisti iblei: Piero Guccione, Sonia Alvarez e la Scuola di Scicli
·     Il proverbio e la Donna
·     Considerazioni a margine delle opere di Salvatore Chessari pittore
·     Il mito di Pandora – La Donna e la trasgressione per Esiodo
·     Saggio su “Il sapore del Tempo” di Nino Barone
·     Impressioni sulla pièce teatrale “Confessioni di un pentito”, di Salvatore Scalia
·     Impressioni sul Saggio di Salvatore Scalia su “Metafisica della peste” di Sergio Givone
Ø  2013
  Don Orazio Spadaro, pittore della luce
  Giuseppe Raffa, “Dal Mela al Thames”
  Considerazioni su “Le svergognate” di Lieta Harrison (1963), inchiesta sulla condizione
    della Donna nella Sicilia degli anni ‘60
  Saggio su “Delitto d’onore in Sicilia”
Ø  2014
   Considerazioni su “Liberi di…”  -  Spettacolo di Teatro-canzone
     Compagnia dell’Arte inGrata - Regia di Gianni Battaglia                  
   Considerazioni sul B & B “La Pilozza Infiorata” – Accoglienza, fra amore e poesia
   Elogio del sorriso
   Democrazia ed eccesso di potere – Democrazia e Piramide sociale
   Cava Ispica e il suo fascino, Storia di viaggiatori inglesi di Susan Clarke
Ø  2015
   Les nudites – Il nudo e la morale
   Articolo pubblicato sul quotidiano ‘La Sicilia’ (26.12.2015) sul libro di Michele Giardina
     “Pietro Floridia – Il sogno infranto di un musicista errante”
Ø  2016
   La Donna nei Proverbi Siciliani
Ø  2017
   Considerazioni a margine di un libro sulla Donna
   “Donna, una storia senza eco” – Il perché di questo libro

(segue, 2018, 2019)

Ø  2018
   Riflessioni su Fede, Speranza, Carità
   Antonio Salieri, musician (in English, trad. prof. Douglas Ponton)
   Scrittura e comunicazione, un’esperienza alla Scuola Media Vann’Antò di Ragusa
   Bonsai iblei: Bon-sek-i,  Il silenzio delle cose morte
   Urlo della gelosia
   Considerazioni su “L’ingrediente segreto” di Carlo Blangiforti
   Sull’Inciucio
   Su Elisa Cilia, pittrice
   Considerazioni su “Canto dell'Hybla” di Giorgio Occhipinti
   Considerazioni sull’ermetismo e sulla poesia de “La foresta degli specchi”, di Gaetano
     Carnibella
   Elogio della lentezza sociale
   Elogio della Fisarmonica e della Musica
   Quintetto Goffriller (Archi e Pianoforte) – Esibizione Teatro Garibaldi di Modica
Ø  2019
   Considerazioni alla presentazione del libro “ Il ponte di Genova”, di Michele Giardina
   Su “Stagioni”, poesie di Silvia Cecchi
·     Saggio su “Hildegard von Bingen – Il lato femminile della religione” – Art. pubblicato sul quotidiano "La Sicilia", pagina culturale, 13 marzo 2019
·     Saggio su “L’ora di Rosolini” di Raffaele Poidomani – Piccolo Teatro - L’ora di Rosolini, il Regista Marcello Sarta e il suo Staff – 19.03.2019
·     Riflessioni su “MIRKO MARSIGLIA, il menestrello degli Iblei” – 18.04.2019