2013/06/29

A Lucas Carbonaro - Elogio da parte dei suoi genitori


​         the CHALLENGES          
le  SFIDE della Vita



Caro Lucas,

Ci stiamo abituando alle tue imprese!



Lucas Rambo 
1979

Tutta la tua vita è stata una impresa, una sfida, una meta da raggiungere, una battaglia da vincere. Mi sovvengono.. 
  • La tua prima partita di scacchi con Maurice. Giocata sul tavolo della cucina. Tu avevi tre anni. La tensione e l'attenzione era tanta.


Impegnativa partita di scacchi fra Lucas & Maurice
Denis osservatore (a destra)
1979



La mossa

         La tua partecipazione nella squadra di Rugby di Ragusa. Quando avevi appena 15 anni. Impegno, serietà, tenacia. Gioie e amarezze mai rivelate.


Storica squadra di Rugby del Ragusa 
Anno 1997-98

Fila in Alto. Gianluca Venerando (Venex), Rinaldo Cappello, Massimo Platania, Lucas Carbonaro (al centro) Andrea Puglisi, Peppe Burgio, Saro Burgio.  Seconda fila. Turi Maciste, bimbo, Giancarlo Iacono, Alessandro Dipasquale
Terza fila. Raffaele Criscione, Turi Bellina, Peppe Cassarino, Angelo Tidona. A terra. Roberto Roccuzzo.


I tuoi interessi per il Golf. Sport che da secoli ha coinvolto la famiglia di Chapper Thomson di Aberdeen



Muriel Thomson, tua zia, campionessa nazionale di Golf e tua insegnante




Chapper Thomson 
tuo nonno
in una caricatura d'epoca.
La palla è andata troppo lontano!
Anche lui campione di Golf

La Laurea in Matematica col massimo dei voti 
presso la Università di Catania.

  • Gli esami di Lingua Inglese presso il British Council Britannico di Napoli, quando ti sei pagato il biglietto aereo con i tuoi soldi ( ..la conoscenza certificata dell'inglese era necessaria per poter continuare gli studi in Gran Bretagna). 
  • E mi ricordo ancora di una moto, mai richiesta ai tuoi genitori. E ancora..
  • L'ammissione alla LSE (London School of Economics), e il Master in Statistics 
  • .. e gli sforzi per ottenere Borse di Studio per un totale di 102 milioni di vecchie lire nei tuoi dieci anni di studi. Denaro che ritenevi sempre di dover consegnare ai tuoi genitori. E poi, 
  • L'ammissione a Oxford per conseguire un PHD in Statistica, e a Cambridge per ben due volte, per conseguire un MPhil sempre in Statistica nel 2000, e un Master in Finanza nel 2010.


Sala di lettura 
Oxford and Cambridge Club, Londra


Oxford and Cambridge Club, Londra
(da sinistra) Denis in kilt, Claire Thomson (Mum) & Lucas 



Graduation di Lucas ad Oxford
Gino Carbonaro, Claire Thomson, Lucas, Denis in Kilt


I tuoi tre anni e mezzo di prestigioso studio a Oxford dove hai anche insegnato non solo per il Dipartimento di Statistica, ma anche presso il Queen's College. 
  • E poi l'impiego biennale alla BCE (Banca Centrale Europea) a Francoforte dove hai iniziato come stagista, poi consulente ed infine Economista nella Divisione Capital Markets. 
  • E dopo alla BEI (Banca degli Investimenti Europei) la Banca dell' Unione Europea, a Lussemburgo, dove adesso lavori nella squadra del Direttore Generale e come Funzionario nei rapporti con la Grecia e Cipro. 
  • E ancora, l'acquisto di un attico nel Centro di Lussemburgo,
  • di una Range-Rover Sport, e
  • di una moto BMW (1200 di cilindrata) con cui ti sei recato in Marocco, fino a Marrakech, nell'estate 2013, percorrendo 7.700 km fino al deserto del Sahara.


Marocco 2013 - Deserto pre-sahariano



  • E poi, il corso di barca a vela fatto a Pozzallo..
  • E l'acquisto di una muta per le immersioni subacquee.

Stretto di Messina km 3,050
  • E lo Stretto di Messina!  Fatto per sei volte a nuoto, tre volte in doppia traversata​! Il primo attraversamento, ricordo, avvenne in una giornata di terribile corrente, il secondo attraversamento fatto in un ora e un minuto in stile dorso, il terzo (andata e ritorno) nel 2014 con una tromba d'aria che si vedeva all'orizzonte e pioggia forte. L'ultima volta in andata e ritorno il 29 luglio 2017, seguito dall'affetto della tua Masha Narusova. 
  • Questa volta il mare era sereno, l'acqua limpida, la giornata splendida e per te era quasi un record: una ora e 2 minuti all'andata e una ora e 20 al ritorno. 
  • Magnifico! Con Masha che gridava in tutte le sei lingue che lei conosce: "Forza Lucas! Lucas.. ti amo, Te amo, Je t'aime, Lucas.. I love you, Ich liebe dich, Lucas, Я люблю тебя e אני אוהב אותך, in russo ed ebraico, anche.


 Attraversamento dello stretto di Messina 
Lucas in costume (Anno 2011)


  • Maratona

  • E ancora? La tua passione per la Maratona con le partecipazioni alle Maratona di Parigi, di Atene (12-13) e di New York dove correvi per il Rotary Club Schuman di Lussemburgo, e come rappresentante del Rotary Club di Modica (distretto  2110 di Sicily), quando sei riuscito a raccogliere 8.000 dollari per la Rotary Foundation.


2012
Raccolta di Fondi donati alla Rotary Foundation $ 8.000,00    
                                                                                   Maratona di New York 






  • 2012  Monte Bianco

  • E la scalata del Monte Bianco fino a raggiungere la vetta a 4810 m., pur senza esperienza remota in questo campo.

Scalata del Monte Bianco - Luglio 2112
Da sinistra in alto: Manuel Alonso (guida), Evgeny Poskurnya,
Santiago Padròs (guida), Poskurnya padre (Russia), Gino Carbonaro,
Lucas in ginocchio e Claire Thomson   


Scalata del Monte Bianco 4810 m. Luglio 2112 
Il raggiungimento della meta

Da sinistra: Evgeny Poskurnya (scalatore, Russia), 
Sergio Garcìa Gomez (guida, Colombia, Medellin)) 
Ivan Silvar (guida, Bergara, Paesi Baski, Spagna) 
Lucas (scalatore, Ragusa, Italy, in ginocchio)
(la foto è scattata da Santiago Padròs, guida)

  • E ancora, il regalo fatto ai tuoi genitori che sono stati invitati a seguirti (fino a un certo punto!) nella scalata per la​ quale hai impegnato due guide alpine solo per noi. Guide eccezionali  che ci sostenevano nell​a non semplice impresa di giovani-vecchi ​che si sono però fermati al rifugio Tête Rouge, a 3165 m. di altitudine, dopo 6 ore e mezza di risalita con zaino di 9 kg sulle spalle, mentre tu, davanti a noi, continuavi la tua scalata.E il nostro bellissimo soggiorno (offerto da te) nella splendida Chamonix. Ed era l'anno 2012​.   
  • Intanto, tu e il tuo amico Jèrome raccoglievate nell'arco di due anni la somma di $ 12.000  per la Rotary Foundation. Somma consegnata  al Rotary Club di Wall Street di New York. 


New York - Rotary Club Wall Street
Jean_Baptiste Niedercorn, Lucas Carbonaro, and Jérome Bloch  
Consegnano  $12,000  alla Rotary Foundation   



Scambio di Gagliardetti 
Rotary Club di Wall Street e Rotary Club di Modica    
New York  - Anno 2012




Rotary Club di Wall Street 
Cerimonia per la consegna di  $12.000 
alla Rotary Foundation



Rotary Club, Wall Street, New York  
Assegno simbolico 
Consegna di  $12.000 alla Rotary Foundation
  • E ancora, il finanziamento di $100.000 messo a tua disposizione dalla BEI per continuare gli studi economici   (per due anni di corso) presso la HEC (Haute École Commercial) di Parigi (anno 2011/2013)  per conseguire un MBA, Diploma di eccezionale valore culturale e professionale che si aggiunge alle tue personali escalation.  


HEC Graduation 
Foto di gruppo - Lucas in terza fila - Ultimo a sinistra
        14 giugno 2013



  
                           


Lucas - Università frequentate e Titoli acquisiti da Lucas



 HEC Paris
Lucas consegue un MBA 
  • E poi? La frequenza, a Filadelfia (USA) presso la Wharton Business School, la più antica scuola di direzione aziendale del mondo. 
  • Mentre, nel contempo ritenevi doveroso finanziare gli Studi di un bambino indiano di Chennai e raccogliere vestiario da mandare in Zimbabwe.
Iron Men
  • Infine la partecipazione  alla Iron Men di Nizza (giugno 2013). Triathlon di Nuoto, Bicicletta e Maratona per complessivi 224 km (3.800 m. di nuoto, 180 km di bicicletta con 1800 m. di dislivello, e 42.185 km di maratona). Impresa titanica​ e continuativa portata  a termine in in 12 ore e 45 minuti.

 
Iron Men 
Nizza giugno 2013
Seconda Fase - Bici - 180 km con 1800 m. di dislivello




Iron Men  
Nizza -  Terza Fase Maratona -  Km 42.185
Lucas all'arrivo dopo 12 ore e 45 minuti  


Iron Men  
Palma de Mallorca -  Terza Fase Maratona -  Km 42.185
Lucas all'arrivo dopo 11 ore e 18 minuti  


Iron Men - Anno 2013


  • 2013 - 

  • Infine, tornando al tuo lavoro? La nomina a coordinatore  delle Olimpiadi della BEI per il 55 esimo Anniversario della prestigiosa Banca. Nomina che il tuo Direttore Generale ha ritenuto di assegnare proprio a te. E avete anche vinto! Ed era questo il riconoscimento ai tuoi meriti e alle tue capacità organizzative.​
                                                             

BEI 
(Banca  Investimenti Europei) 
Ops A
BEI Olimpiadi  

(Corridori in alto) 
Pier Luigi Gilibert (President) 
Philippe de Fontaine Vive (Vice President)
Lucas Carbonaro (Coordinatore Operazioni)  
                                                         


Olimpiadi BEI  
Ops A 
Anno 2013
Lucas in ginocchio, in basso a destra

  • E sono certo che ho dimenticato qualcosa di importante.



Hotel Chopin, 
10 Boulevard Montmartre 
46 Passage Jouffroy - 75009 Paris 



  • Per quello che hai fatto in questa tua vita, mio caro Lucas, la mamma ed io non siamo orgogliosi, siamo solo commossi, così come quando a sorpresa, per i nostri cinquant'anni di vita trascorsa insieme, ci hai fatto un regalo inaspettato. Biglietto aereo per Parigi. Soggiorno presso l'Hotel Chopin, sul Boulevard Montmartre, a 500 metri dai Grandi Magazzini "La Fayette" e dall'Opera di Parigi, e dove ci hai portato per assistere ad un'opera lirica di Handel.                                                                         
  • 2013 E poi, cena di sogno sul Bateaux Parisienne (Bateaux Mouche) che romanticamente risaliva la Senna, e nuovamente cena il 16 giugno 2013, domenica, sulla Torre di Eiffel, quando io e la mamma non abbiamo potuto trattenere le lacrime per la commozione. E lì che abbiamo festeggiato il  cinquantesimo anniversario del nostro incontro a Roma  (16 giugno del 1963 ed era anche domenica). 
  • Ma hai fatto ancora tante altre buone azioni a persone vicine a noi. Forse qualcuno ti ha sussurrato appena un grazie. Ma piccolo piccolo come quello di una formica. Non so se lo hai sentito. Ma non ti importa. E' nel tuo stile. E questo ti fa ancora un "gentleman", come direbbe la tua Nana Cath Thomson.​ ​


Atlantic City - New Jersey - USA
Lucas si lancia con il paracadute da 13.800 piedi

Un abbraccio dai tuoi genitori e dai tuoi fratelli che ti vogliono bene e di te ammirano soprattutto  l'equilibrio e la saggezza della tua persona. 

Papà & Mum      


Hilton Park 
Ragusa
La casa dove sei nato



 Hilton Park
Panorama all'alba  dalla Casa dove sei nato




Hilton Park 
Arredo Natalizio




Hilton Park
Tramonto


    Oggi ancora un altro articolo su di me nell'intranet della banca (a seguire) e, con grande sorpresa, il Presidente della BEI, sempre oggi, nel discorso di fine anno ha concluso menzionando il mio nome e la mia impresa chiedendo a tutto il pubblico di applaudire... ed anno applaudito senza sforzo, ~2000 persone. Commovente (per me). In quel momento ho pensato solo a tutti noi, i miei ricordi a Ragusa, la nostra famiglia, e le nostre distanze e vite che ci separano, e sopratutto che mi siete sempre vicini anche se siamo lontani. Vi abbraccio e vi penso sempre! :)  Lucas (Lulu), il piccolo :)

Envoyé de mon iPhone




Mc Kinley, Denali National Park, Alaska 
6,200 m Anno 2014


Mc Kinley, Denali National Park, Alaska 
Camp 3


Mc Kinley, Denali National Park, Alaska
Joh Podraza, Billy Kawaja, Lucas Carbonaro, Will Bell 
Summit day at 6,200 m


Mc Kinley, Denali National Park, Alaska 
Camp 4 







Submitted by RODA Marianne on December 17th, 2014 at 08:00

Un vin chaud avec Lucas Carbonaro

Dans une semaine, nous serons dispersés aux quatre
 coins de l’Europe pour les fêtes. Mais avant, prenons encore 

le temps d’un verre de vin chaud avec l’homme de l’année, 

Lucas Carbonaro, qui a traversé en septembre le détroit 

de Gibraltar à la nage. Un peu d’énergie surhumaine pour la  

fin de l’année, ça vous tente ?




Lucas Julian Carbonaro
2014


Quelle idée de se lancer un défi aussi fou ?

Je suppose que c’est le coup classique de la crise de la 
   quarantaine. Il y a trois ans, j’ai eu quelques douleurs au dos et mon médecin m’a conseillé de nager. J’ai commencé à faire des longueurs à la piscine. Rapidement, pour pimenter un peu, j’ai eu envie de traverser à la nage les 

trois kilomètres qui séparent la Sicile, mon île natale, de la 

péninsule Italienne. J’avais vu de nombreux nageurs le faire 

quand j’étais gamin. Trois kilomètres, ça se nage en une 

heure, c’est tout à fait faisable. Pourtant, l’accomplir pour de 

vrai s’est avéré totalement euphorisant. Si euphorisant que 

lorsque l’été dernier, je suis passé par le détroit de Gibraltar à 

l’occasion d’un trek en moto, ça m’a tout de suite motivé pour 

enclencher la vitesse supérieure.

C’était beaucoup d’entrainement

Vos sensations à l’arrivée ?


Lucas in piscina

… e me suis entrainé trois fois par semaine à la Coque 
pendant une année. Deux fois tôt le matin avant le
       travail et une séance longue d’endurance le week-

end. Finalement, ce que je retiens de ces 17 km
parcourus en 4 heures et 40 minutes, c’est une petite
leçon de vie. C’est la différence entre la théorie et la
pratique. La piscine, c’est la théorie. Elle est très
importante bien sûr, tout comme la technique et la
préparation. D’ailleurs, la chance sourit surtout
quand on est préparé, non ? Mais à un moment, en
natation comme dans la vie, il faut sauter dans l’eau
et se lancer. Dans la mer, je me suis rendu compte
que je devais nager comme un bateau, en respirant en 
haut des vagues, ce que je ne savais pas dans la
piscine. La mer joue un rôle. C’est même elle qui
décide.


Et beaucoup d’organisation aussi ?

Oui. Je me suis appuyé sur le contrôleur en chef du
trafic maritime sur le détroit, afin qu’il affrète un
bateau pour me suivre, qu’il gère les autorisations,
informe les autres navires de ma présence dans l’eau
et surtout qu’il suive les prévisions météo.


Lucas a nuoto
Attraversamento dello stretto di Gibilterra
Ottobre 2014

Il ne faut pas oublier que le détroit de Gibraltar est un  
carrefour climatique. C’est d’abord le point d’osmose  
entre l’océan atlantique et la mer méditerranée. Le 
courant chaud de la Méditerranée reste en surface, ce 
qui explique que j’ai nagé dans une eau à 20°. Mais 
juste en dessous, les courants froids beaucoup plus  
fort de l’Atlantique entrainent tout sur leur passage,
au rythme des marées. 
Il faut donc être prêt à nager chaque jour et guetter le  
moment où la météo est la meilleure dans les six 
heures qui suivent le début de la marée atlantique. Si 
l’on nageait à contre-courant, on serait
impitoyablement entrainé vers l’océan et il serait 
impossible d’atteindre le Maroc. 
Parfois les eaux se mélangent et créent des 
turbulences. D’ailleurs, j’ai tenté la traversée trois fois  
avant la bonne, dont l’une où j’ai dû renoncer parce 
que j’avais  le mal de mer en nageant. C’est une 
impression très bizarre.


Stretto di Gibilterra, Ottobre, 2014


Gibraltar est d’ailleurs réputé pour ses spots de surf 
et de planche à voile. C’est aussi pour cela que la 
Banque y a financé d’immenses parcs éoliens, côté 
espagnol et côté marocain, que j’ai pu voir de l’avion. 
J’ai donc dédié douze jours à la traversée. Ce n’est 
finalement que le dernier jour que j’ai pu aller 
jusqu’au bout. Soudain, c’était le moment parfait, la 
journée parfaite, l’eau bleue foncée, la mer presque 
plate, comme si les divinités s’étaient soudain 
penchées sur mon projet pour le rendre possible.


Stretto di Gibilterra, dati tecnici sul percorso seguito

Franchement, je suis arrivé dans une statio 
d’épuration - à quelques mètres du Port de Tanger 
Med d’ailleurs financé par la Banque aussi - alors ce 
n’était pas le point le plus glamour. Mais la mer était 
propre. Ma copine, qui était dans le bateau à côté de 
moi pendant toute la traversée, a même vu des 
dauphins et une baleine. Moi je ne les ai pas 
remarqués. En sortant de l’eau, j’étais fatigué mais 
j’avais de l’énergie à revendre. J’ai sauté de joie 
jusque dans l’avion du retour, le soir même. 

Vous avez toujours été fan de sport ? 

Toujours. J’ai beaucoup joué au rugby en Sicile puis à  
Oxford où j’ai fait une partie de mes études en 
mathématiques et statistiques financières. Quelques 
années plus tard, je me suis mis à la course à pied 
pour perdre quelques kilos, et j’ai eu la chance de 
courir plusieurs marathons, dont celui de New-York. 
Pour moi, c’est le meilleur marathon au monde et une  
manière unique de découvrir cette ville incroyable. 
Qui d’autre que les coureurs a le privilège de 
parcourir 42 km sans voitures à travers les plus 
grandes artères de la ville et Central Parc ? 



Tous vos défis ont pour but de récolter des 

fonds pour des associations caritatives.. 

Oui c’est très important pour moi. Ce sont d’ailleurs 
des collègues qui m’ont inspiré. Jim Hodges  
notamment est allé régulièrement au bout de lui- 
même ces dernières années, courant des ultra- 
marathons ou parcourant 875 km à vélo à travers les 
Etats-Unis pour lever des fonds pour AIDS/Lifecycle 
et d’autres organisations caritatives. J’ai aussi été 
impressionné par Marta Hughes, Petra de 
Bruxelles, Séverine Pierson et Ioannis 
Bouzopoulos qui ont gravi cette année le 
Kilimanjaro, récoltant plus de 70 000 euros pour SOS  
Arusha. Ce sont des exemples pour moi comme pour 
beaucoup. Il y a tant de volontés et de belles 
initiatives dans cette banque qu’on ne peut les citer 
toutes. 
Le défi de Gibraltar nous a permis de récolter 13 888 
euros pour 

In Marocco, Lucas consegna un assegno 
al SOS Village des Enfants Imzouren  
SOS villages d’enfants au Maroc

(www.alvarum.com/lucascarbonaro). Lors de notre visite, nous avons pu constater le travail magnifique qu’ils font chaque jour, alors même que leurs revenus ne sont pas stables. Les dons et les messages de soutien que j’ai reçus de toutes parts m’ont vraiment touché. Alors je voudrais juste dire merci. Merci aussi à l’Institut EIB qui a fait un don de 4000 euros. Merci à mon équipe, ici à Ops Coordination, qui a couvert mon travail pendant les douze jours et m’a accordé flexis et congés au bon moment. Pour me rattraper, j’ai promis d’assurer la permanence pendant les fêtes. Alors merci à tous et en attendant la trêve des confiseurs, rendez-vous ce soir à la fête de fin d’année! 


2013/06/28

Salerno: The school of Medicine


The School of Medicine of Salerno

                                    Gino Carbonaro

The greek physician Hippocrates dictated two key principles to be observed with food: quantity and quality.

Life and health are 
 
the most important things for man. 
Death, suffering and hunger? Those most feared. Food, meanwhile, keeps us alive and exorcises hunger and death. 
Therefore, more food = more life, less food = less life. 
 
A mother tells her son: "eat, and you shall grow." Fat is a reserve of energy, hence, a reserve of life. 
 
But things aren’t always what they seem. 
We have two of Hippocrates’ aphorisms. One on eating: "Let food be your medicine, and medicine your food". The second on respect for your body: "Consider your body as a temple. Respect it, consider it sacred!"
 


The School of Medicine of Salerno, considered the first medieval European university, divided medicine into two distinct sciences: one dealing with the preservation of health, the other with curing disease. Since it was difficult to restore lost health, they suggested instead how to avoid getting sick. The teachings, collected into aphorisms, were collected in the "Regimen Sanitatis Salernitanum". Richard the Lionheart, king of England, on his return from the Holy Land, stopped at Salerno and asked for the elixir of life. Doctor Ursone replied: "If you want to live long, eat healthily and eat little. Drink in moderation, dismiss serious thoughts, avoid anger. Neither compress the anus, nor restrain the bladder for long. To sum up, these three things are doctors for you: "calmness, a happy mood, a moderate diet." The fundamental principles of medicinal health regard warding off disease to keep the doctor away: "Principis obsta, Sero paratur medicine." Above all, eat little at night because "ex magna coena stomacho fit magna poena". He advise walking, since "post coenam passus mille meabis". Similarly, given that the digestion is important (“Mala digestio, nulla felicitas”) he suggested to chew food well because "prima digestio fit in ore." All this to facilitate the functioning of the stomach in the morning, because "cacatio matutina est tamquam medicina." Remember, too, that during the act of urination it is good to fart with conviction: "mingere cum bumbis est bonum lumbis", which was Italianized as "tromba di culo sanità di corpo." The gas held in the stomach causes spasms, dropsy, colic and dizziness. Hygienic recommendations were also included in the "Regimen": "If you want to remain healthy, wash your hands often!" (“si fore vis sanus, ablue saepe manus"). Nor could tips on sex (last but not least!) be omitted, of which it is said that "every day is harmful, once a week is good, once a month is absolutely necessary" (“In die perniciosum, in hebdomada utile, in mense necessarium”). If someone had catarrh, they should remember that sex would even cure the common cold. The aphorism – infallible, of course - says: "Coito, medicina catarri!" Try it and see!
 
Gino Carbonaro

Translation in English Douglas Ponton

2013/06/05

Tigna e rogna

Tigna e rogna

                                                    di  Gino Carbonaro


    Tigna e rogna erano due temute malattie contagiose che affliggevano l’umanità di una volta. La tigna colpisce ancora oggi uomini e animali ed è causata da un fungo che colonizza qualsiasi parte del corpo, più spesso attacca il cuoio capelluto e le zone dell’ano e del pube, provocando prurito irresistibile. La tigna (un fungo) si intercetta perché la parte infetta forma un cerchio arrossato (ring worm, in inglese) che fa pensare vagamente a un piccolo atollo che si allarga lentamente facendo cadere peli e capelli.

   Nel siciliano antico, la persona calva veniva detta dispregiativamente tignusa, proprio perché senza capelli restavano coloro che erano afflitti dalla tigna. Impossibile era liberarsi dal fungo, che alcuni curavano spalmando la zona infetta con pece bollente: un rimedio che era peggio del male. Oggi, chi viene contagiato dalla tigna, può curarla cospargendo la parte infetta con pochi grammi di semplice bicarbonato in polvere. 

     La storia racconta che, Vittorio Alfieri fosse affetto da tigna che gli aveva fatto perdere tutti i capelli e anche per questo era costretto a portare la parrucca. La rogna, come la scabbia, è provocata da un microscopico à caro che si insinua sotto la pelle; scava cunicoli sottocutanei provocando prurito intenso e irrefrenabile. Chi veniva colpito dalla rogna era detto rognoso, e considerato individuo abietto, spregevole, da tener lontano come un appestato. In siciliano gli aggettivi rognoso e pidocchioso erano sinonimi di lurido, immondo.
  
     La suocera di Concettina, definendo la nuora con l’appellativo di rugnusa e tignusa, per una sorta di magia simpatica le augurava che potesse infettarsi con quella malattia. Oggi rogna e scabbia, si curano con zolfo in polvere spalmato direttamente sulla parte infetta della pelle. Ma la suocera di Concettina non lo sapeva. 

                                                   Gino Carbonaro


Da.. "La Donna nei Proverbi Siciliani" di Gino Carbonaro, Thomson 2003, Oxford. UK  

Basso corporeo & Odori senza Igiene

Un tempo piaceva il baccalà
                                            
                                                          di Gino Carbonaro 
   

    Una volta, quando tutti andavano alla fontana con le brocche per prendere l’acqua, e non era stato ancora inventato il bidé, l’igiene personale era un optional conosciuto da pochi, ma messo in pratica da nessuno. Il risultato era che uomini e donne avevano un forte odore personale che esalava da tutto il corpo, e che serviva per la identificazione personale, soprattutto delle donne. 
     
     Le parti più odorose (non ci va di definirle profumate) nelle quali gli odori si concentravano erano quelle intime del basso corporeo: la fettina schiacciata fra le chiappe, le cosce e il pube; parti quotidianamente usate e raramente sciacquate; soprattutto quelle della donna, dove l’odore, ancora oggi, si intènsifìca (come dice la stessa parola) a mano a mano che ci si avvicina alla pregiata parte.  

   Sta di fatto che, allorquando gli interessati, con delicatezza e garbo mans-turbavano (cioè, turbavano con le mani) quelle zone, chi vi avesse prestato attenzione avrebbe potuto sentire esalare un odore inconsueto, che qualcuno, bontà sua, riteneva afrodisìaco, mentre ad altri ricordava il profumo del baccalà bollito; e convinti ancora che la femminea parte in oggetto avesse una forma triangolare, vagamente simile - anche se in piccolo - a quella del baccalà essiccato, tutti i maschi per unanime consenso, si riferivano ad essa usando il termine “baccalà”: “Ieri sera ho mangiato una fettina di baccalà…! Anche stasera mi piacerebbe mangiare baccalà! Mia moglie mi prepara sempre il baccalà! Sento odore di baccalà!  

   Queste erano le innocue battute che circolavano di bocca in bocca.
   
   E ancora riferito a una donna: “Quella deve avere un baccalà!” Erano queste le frasi con le quali ci si riferiva a quella cosa coperta di cui all’epoca godeva più l’olfatto che la vista. Oggi i tempi sono cambiati; tutti abbiamo acqua in casa, i bidé non mancano e le docce non dispiacciono a nessuno. Così, in una società diventata asèttica, tutto viene quotidianamente sciacquato, disinfettato e scrupolosamente deodorato.


  Oggi, l’odore di baccalà non piace più a nessuno! Certamente è passato di moda. Il mondo gira! Provare per credere..  

                                              Gino Carbonaro

Da.. "La Donna nei Proverbi Siciliani" , di Gino Carbonaro, Thomson Editore,, Oxford, 2003 

2013/05/28

ROSA Rusina AGOLINO La mia vita

Rosa Agolino

Rusina
La mia vita

di Gino Carbonaro

Intelligenza & Povertà


Questo memoriale di Rosa Agolino è un documento storico di valore assoluto. Per tutti noi. Fino a pochi anni fa la scuola ci ha insegnato che la Storia è maestra di vita. E ci parlava di guerre, trattati di pace, battaglie combattute per motivi ignoti. Ma era storia scritta dai ricchi, da coloro che detenevano il potere e dettavano le leggi a loro vantaggio e decidevano della vita e della morte dei popoli.


Paradossalmente, anche questo scritto, recuperato dalla memoria di Rosa Agolino, narra di un’altra guerra. Quella che il popolo minuto combatteva per la vita. Contro la fame, il freddo, i bisogni che attanagliavano il corpo. Guerra combattuta giorno dopo giorno contro la miseria, contro un destino che metteva a rischio la vita, soprattutto quella delle donne spesso trascurate dai mariti, sulle quali ricadeva il peso per sfamare i figli.


Leggendo queste memorie, raccolte da quella Maria Teresa Spanò che si è sempre prodigata per aiutare e offrire agli altri, ai bisognosi, momenti di gioia, mi sono trovato spesso a dovermi fermare per riflettere, ma soprattutto per bloccare la commozione che mi faceva  appannare gli occhi.


Documento che è uno spaccato di vita, che ci consente di entrare nel mondo sconosciuto dei poveri. Nella loro tragica e rassegnata esistenza.


Nell’opera è ricordato, fra l’altro, il primo giorno di scuola, quando Rusina bambina, accompagnata dalla madre si presenta per entrare in classe. Una gonna rattoppata, ma pulita, ma a piedi nudi, scausa. E la maestra, nel notare tanta indecorosa povertà, suggerisce alla madre di Rusina di procurare almeno un paio di calze. Solo per andare a scuola.


Questa biografia scritta da Rusina Agolino, donna, sulla soglia dei novanta anni, ricorda proprio quel vestitino di allora. Una prosa rattoppata, con parole e modi di dire, oggi  sconosciute  alle nuove generazioni, ma pulite e sane nella loro sincerità, e soprattutto usate con amore, come il pane di casa di una volta, impastato e messo al forno per verificare alla fine che era venuto bello, profumato, e, si diceva, “co riddu”. Ed era la prova che l’infornata era riuscita.


Ora, posso assicurare che questo lavoro, per me capolavoro, di Rosa Agolino, le è venuto “co riddu”, come direbbe lei.


Ed è libro che si pone in linea con “Terra Matta” di Vincenzo Rabito. Entrambi favolosi e improvvisati scrittori, che costringono il lettore a rivedere le gerarchie dei valori, e dare spazio a un mondo vero e misconosciuto, popolato di Eroi veri, che la Storia (con la “esse” maiuscola) non riconosce.


                                                               Gino Carbonaro  


Scicli, 27 maggio 2015



2013/03/30

Storiella n. 5 Robba senza pìccili



Storielle del passato

Robba senza píccili
Una scheda del passato                   
    oggi dimenticata



“Robba senza pìccili!” Era il nomignolo con cui a Scicli lo conoscevano tutti. Venditore ambulante di panni. Girava nei vari quartieri della città col “carramatto” carico di stoffe, aghi, ditali, elastici, bottoni, fili di lana, filo di Scozia, e tutto l’occorrente per le donne, che al grido “Robba senza pìccili”, coglievano l’occasione per riversarsi sulla strada, attorniare il carro dove era esposta la mercanzia, per vedere, toccare, criticare le novità esposte sul carro e soprattutto per divertirsi a infastidire il paziente venditore.


Il “carramatto” di “Robba senza píccili” era tirato da un asino paziente, sulla cui testa, come una spada di Dàmocle, pendeva una carota legata  a una canna. Quando, la canna veniva abbassata dal padrone, l’asino, si vedeva comparire la carota, proprio davanti agli occhi, in prossimità della sua bocca. Per questo, cominciava a muoversi in avanti nella speranza di afferrare il prelibato ortaggio, che sadicamente si allontanava da lui, con lui, dondolando sempre alla stessa distanza, quasi a fargli le bizze. Quando poi, all’improvviso, la carota veniva issata, alta come una bandiera, tolta allo sguardo del quadrupede, l’asino si fermava di botto. Questa, la tecnica usata da “Robba senza pìccili”, per dare ordini al suo collaboratore.
E però, il signor “Robba senza píccili”, dalle donne dei vari quartieri veniva inteso con un altro e più piccante nomignolo, quello di “Minchiazza ’i ricotta”, quasi un secondo nome di battesimo, una  seconda “nciura”, che ne definiva meglio la personalità dolce e melliflua, ma sempre accondiscendente, proprio di chi aveva messo da parte ogni interesse per le giovani donne, che proprio su quel punto lo stuzzicavano pesantemente.

Eppure, malgrado continuasse a gridare al mondo che la sua mercanzia (“robba”) veniva venduta a pochi soldi (“senza pìccili”), la sua fama circolava ancora per una sua altra peculiare qualità. Difatti, “Robba senza pìccili”  riusciva ad occhi bendati a indovinare qualsiasi cosa una donna potesse mettergli sulla testa. E non sbagliava mai. L’unico limite era che per dimostrare questa sua capacità, la richiedente doveva essere una giovane e bella donna.

*  *  *       

E qui ha inizio la storia di una mia esperienza extra-scolastica.
*  *  *
Avrò avuto poco più di quattro anni. Mio padre in guerra. Mia madre, fotografa, abitava con sua sorella nella nostra casa-studio al n. 48 di Via Mormino Penna a Scicli. Un giorno, io bambino, sentii mia madre e mia zia Rosina parlare di “Robba senza píccili”, che abitava nelle vicinanze e passava tutte le mattine, percorrendo a piedi la Via Mormino Penna.  

Avrebbe dovuto venire nello studio per ritirare delle fotografie, e mia madre si riprometteva di mettere alla prova la sua capacità di indovino. Le foto erano pronte. Bisognava aspettare che l’ “indovino” venisse. E una bella mattina, tutti al balcone di casa aspettando che “Robba senza píccili” passasse. Chi lo vide per primo fui proprio io. Mia zia e mia madre avvertite da me si precipitarono alla porta. Lo chiamarono, gli dissero che le foto erano pronte e lo invitarono ad entrare. 

Ora la scena è questa. 

“Robba senza pìccili” viene fatto accomodare nel salottino della sala d’aspetto, mia madre gli consegna le foto. Lui le commenta. Quindi mia madre gli chiede se può gentilmente fare la prova per indovinare quello che lei le avrebbe posto sulla testa. “Robba senza píccili”  dapprima recalcitra, dice che ha fretta, poi accondiscende. 

Ora, mia madre tira fuori un fazzolettone con il quale gli benda gli occhi. Poi, va in cucina, prende una tazza con della salsa di pomodoro. Ritorna alle sue spalle e pone il recipiente sopra la sua testa. Quindi lo esorta a indovinare. “Robba senza pìccili”,  senza perdere tempo, sentenziò con la sua voce rauca: “Una nappa con la scarsa (salsa)”, facendo scivolare le “esse” per la mancanza dei denti. Quell’evento ebbe su di me bambino un effetto incredibile. Occhi bendati. Ciotola con la salsa sulla testa. E un uomo che indovina senza aver visto. Non credevo ai miei occhi. Osservavo, e nello stesso tempo facevo le mie considerazioni di bambino.  

Adesso, mia madre, certamente stupita non meno di me, torna indietro  a prendere un cucchiaio, lo pone in alto sulla testa dell’uomo, e rifà la domanda:“E questo cos’è?” E lui, senza indugiare: “Una cucchiara è... shignora!” 

Ora, mia madre vuole fare la prova del fuoco. Prende un santino di Santa Lucia. Lo pone sulla testa di “Robba senza píccili” e lo esorta a indovinare. Qui la reazione del malcapitato, che grida: “E’ una shanta!” E subito dopo strappandosi il fazzoletto dagli occhi grida: “Shignora. Non mi faccia più questi scherzi!” Si alza e si precipita giù per le scale. 

Questa sua reazione non la compresi molto. Però mi fu chiaro che il santino poteva averlo disturbato per qualche motivo che allora mi sfuggiva. Non lo rividi più, il nostro venditore di panni e indovino, anche se a Scicli era diventato una istituzione e tutti parlavano di questa sua qualità. 

Molto tempo dopo, sentii dire che era morto. Ma, il personaggio strano, mellifluo, con i denti marci,  come anche quell’inspiegabile evento rimasero scolpiti nella mia memoria.  Anche questa era una esperienza extra-scolastica.  

                                             Gino Carbonaro