2018/12/28

GOFFRILLER . Quintetto (ARCHI e Pianoforte)



Quintetto Goffriller

al Teatro Garibaldi di Modica
Dicembre 2017

                                             di Gino Carbonaro

Nanni (Cultrera) carissimo, grazie per questa proposta musicale. Mi riferisco al quintetto Goffriller.  Avevo capito a volo, alle prime note lanciate, che si trattava di un ensemble diverso, di-verso dagli altri che comunemente si ascoltano anche con piacere.  Qualcosa mi faceva capire che ci stavamo trovando davanti ad una compagine eccezionale. E così è stato!

Le note eseguite erano sempre delicatissime, controllate, dosate, tenute a freno, quasi suggerite, per esser consegnate al pubblico di spettatori come elementi preziosi.

Impressionante per me il fatto che Mozart e Schumann, due mostri sacri del nostro passato musicale, nelle loro mani sono diventati immensi. Le frasi musicali seguivano sfumature di colore capaci di evocare sensazioni incredibili.

Io non sapevo (non sapevo!) e forse non immaginavo, per esempio che Mozart fosse tre volte più grande di come da sempre avevo pensato io.

Grandissimo Mozart, per merito di una grandissima ensemble che mai dimostrava le enormi difficoltà tecniche e interpretative gestite sempre all'unisono perfetto.

E, cosa è accaduto alla fine con Oblivion di Astor Piazzolla, che non è composizione facile, contrariamente a come si può pensare. Oblivion è nato per bandoneon & ensemble, ma il Quintetto Goffriller lo ha riproposto con una originalità impensata. Arrangiamento? O  nuova interpretazione dei brani ad opera del Quintetto? In realtà, di Piazzolla, di Gardel (Por una cabeza), di Mozart e Schumann, i nostri eccezionali musicisti cercavano di cogliere il messaggio, la proposta musicale, la filosofia, la cultura, l'anima.

La loro preparazione tecnica (eccezionale) era solo un mezzo necessario per esprimere/interpretare/cogliere l’anima dei compositori.

Ma, forse sto dicendo che questo concerto è sicuramente uno dei più bei concerti che ho ascoltato nella mia vita.

Molti sono i musicisti che suonano bene, ma nessun gruppo musicale da me ascoltato in passato è riuscito a toccare il fondo della mia anima, a farmi sentire la potenza dei grandi compositori e soprattutto che cosa è la “vera” musica. Chiudo col dire che in questo concerto straordinario, quello che mi ha colpito maggiormente è la "Cultura" di tutti i componenti del gruppo. Cultura ripeto, in quanto "Tutti" erano consapevoli del fatto che la musica vera è il risultato di una magia costituita da rapporti sonori, intelligenza, sensibilità, che veicolano sensazioni, equilibri, armonie, sentimenti, strutture inspiegabili di suoni, che non è facile intuire, cogliere, ricreare e ricostruire facendoli passare dalle note riportate nello spartito alla realizzazione sonora che va intuita e capita.

Senza una consapevole cultura (musicale e non) che deve stare alla base di tutto, si può restare musicanti e mai essere musicisti, e non sarà possibile realizzare il sublime miracolo di questo indimenticabile concerto.
A fine concerto, tornando a casa, ripetevo ossessivamente: "Che grande concerto!", "Che grandi musicisti!" "Che fortuna che abbiamo avuto stasera".

Buona notte Nanni, buonanotte a quello (sto parlando di te) che da tempo considero uno dei motori della cultura Iblea e siciliana, mentre cerco di non dimenticare che la musica è la vera Religione di questo mondo, colei che rende fratelli uomini (e donne) di tutte le razze.      

Gino Carbonaro       

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