LEISHMANIOSI
Cura
"omeopatica"/non convenzionale
"omeopatica"/non convenzionale
con sale da cucina
di Gino Carbonaro
Cosa è la Leishmaniosi
Leishmaniosi è malattia trasmessa da un insetto (Phlebotomus Pappataci) che immette in vena
Flebotomo Pappatacio
un protozoo (uovo/ovulo che si riproduce per schizogenesi).
L’insetto (flebòtomo) appartenente alla famiglia dei tripanosòmidi (stessa famiglia della mosca Tze-tze, che provoca la malattia del sonno) colpisce canidi, roditori, umani. I soggetti affetti da Leishmaniosi e non curati sono soggetti a morire (in un bagno di sangue).
Cura secondo la medicina allopatica
Allo stato, il principio attivo usato per la cura della Leishmaniosi è il N-metilglucamina antimoniato, per via sottocutanea o endomuscolare con ciclo di trattamento di 15 giorni, ripetuto per tre volte (almeno) come terapia di consolidamento dopo una pausa di altri 15 giorni. Di fatto la cura, dolorosa per il cane (e costosissima) dura tre mesi. Fastidiosa per il proprietario del cane, che di necessità deve rivolgersi al veterinario (tutti i giorni per 45 giorni!). Il prodotto in commercio per la cura della Leishmaniosi è il Glucantim della Rhone-Poulenc, oggi Merial, francese di Tolosa, che nel foglietto illustrativo del 1997 così recitava:
Composizione: Ogni fiala contiene N-metilglucamina antimoniato. Eccipienti: Potassio, Metabisolfito, Sodio solfito, acqua per preparazioni iniettabili.
Nel 2010 il foglio illustrativo venne così modificato:
Composizione: Antimoniato di N-metilglucamina. Eccipienti: Solfito di sodio, anidrosulfito di potassio, acqua p.p.i.
Considerazioni.
Tra il foglio illustrativo del 1997 e quello del 2010 non cambia nulla. In realtà le costosissime e misteriose sostanze iniettate al cane sono solo semplici "sali".
Tra il foglio illustrativo del 1997 e quello del 2010 non cambia nulla. In realtà le costosissime e misteriose sostanze iniettate al cane sono solo semplici "sali".
bisolfito e potassio metabisolfito.
Basta cercare su google: N-metilglucamina,
Che risponde a:
Antimoniato di potassio (o esaidrossoantimoniato
di potassio). Si tratta di un sale complesso di antimonio
e potassio. Dunque "SALI".
Bambino affetto da Leishmaniosi
(Provare tamponamenti di acqua salata)
Cura omeopatica della Leishmaniosi con
Sale da Cucina
Durante la malattia preparare “personalmente” il cibo per il cane malato. Si può bollire riso, ma anche piedi, teste, carcasse di pollo (si trovano nei supermercati). Il tutto con aggiunta di sale da cucina, come per gli umani.
La quantità del sale dipende dal peso del cane e dall’avanzamento della malattia. Se il cane è molto malato, far bere anche latte nel quale è stato sciolto sale (uno o più cucchiaini da cucina) e zucchero. Il latte salato può essere dato da bere al cane anche più volte nella giornata.
Nel frattempo, se si abita in campagna, disinfestare la zona, perché il pappatacio può continuare a colpire. Tenere in considerazione il fatto che il gasolio è forte repellente per insetti - zanzare - zecche.
La cura “omeopatica” (economica e gratuita!) salva il cane, ed è quindi capace di difendere anche e soprattutto preventivamente il cane che vive in zone infette.
Perché il sale?
Cane affetto da leismaniosis
Il sale rende il sangue del cane (e degli umani) inidoneo alla riproduzione/moltiplicazione del protozoo inoculato (schizogenesi). (Il chinino, che sino a qualche tempo fa si usava per la cura della malaria, è un vegetale “salato” ( → vedi Wiki -->"sale di chinina").
La mosca Tze-tze (tripanosoma gambiense) fa vittime di malattia del sonno nel cuore dell’Africa soprattutto là dove non si fa uso di sale.
Le persone che amano alimenti salati (salumi e altro) possono essere immuni alla Leishmaniosi.
Sono a rischio per Malaria e la Leishmaniosi gli anoressici.
Zika-Virus: Il sale nel cibo potrebbe essere una buona difesa (preventiva) per gli umani che "non" soffrono di ipertensione.
La Leishmaniosi è apparsa in Europa verso il 1975.
Zika-virus brasiliana è apparsa nel 2015. Probabilmente dovuto alla modificazione climatica del globo terrestre che rende il corpo umano "idoneo alla riproduzione del virus.
Gino Carbonaro
gino.carbonaro.italy@gmail.com
