2018/01/23

ELOGIO della Scuola Media Vann'Antò di Ragusa

Considerazioni del prof. Gino Carbonaro
sulla esperienza condotta in 2^ C
della Scuola Media Vann'Antò 
di Ragusa



2^ C Vann'Antò 
8 gennaio 2018


      Esperienza incredibile la mia! Ero stato invitato come scrittore a partecipare ad una Tavola rotonda che si sarebbe svolta in una classe di 2^ della Scuola Media Vann'Antò. 

Il tema? 

Scrittura e comunicazione

     Obiettivo della "Tavola rotonda?" Quello di dare degli input a giovanissimi studenti e studentesse che si preparano a scrivere un libro. Il contributo era dato dal fisico nucleare Gigi Cappello, dalla  giornalista Amelia Cartia, dallo psicologo Emilio Castaldi e dal sottoscritto. Si è trattato - ritengo per tutti noi - di una esperienza incredibile.   
                                                                  
    Solitamente, quello che comanda e gestisce le nostre impressioni sono le aspettative. Mi era stato detto che si trattava di una classe mista costituita da 26 studenti, mi era stato detto che si trattava di una classe "speciale", di studenti "speciali", di studenti-attenti, di studenti curiosi, spugne che assorbivano con avidità l'ossigeno del sapere, ma io? io ero convinto che si potesse trattare di elogi di routine. Perché, da tempo non sento più dire bene della scuola e degli studenti, e docenti amici ancora in servizio mi dicono  che vorrebbero andare via dalla scuola, ma si tratta di docenti che non si realizzano, e parlano male dei proprio alunni.                               
     Questo può capitare. Per cui, proprio questa mattina mi sono presentato all'appuntamento preparato a ritrovarmi in una classe dove gli alunni avrebbero potuto mostrarsi annoiati e pronti allo sbadiglio. 

Invece? la sorpresa! 

     Una incredibile sorpresa per tutti i relatori! I 26 alunni (tranne uno che era assente) ce li siamo visti di fronte con i loro cinquanta occhi puntati sopra di noi, pronti a non perdere neanche una parola di quello che avremmo detto. Occhi che si abbassavano solo per prendere appunti. Pronti per alzare educatamente un braccio per chiedere informazioni, per chiarire qualcosa che per loro avrebbe dovuto essere chiarito o approfondito. 

Tutt'ad un tratto? 

     Mi sono sentito felice. Mi sembrava di vivere in un mondo dorato, armonico, ideale. E mi rendevo convinto che la scuola avrebbe dovuto essere proprio così.  
                                       
     Chi scrive, si è  allontanato dalla scuola tempo fa quando gli studenti avrebbero dovuto essere diversi (cioè migliori) di quelli di oggi (così mi aveva fatto capire qualcuno). E invece?  mi ritrovavo piccole donne e piccoli uomini carichi di rispetto per gli adulti, curiosissimi, serissimi, preparatissimi, in possesso fra l'altro di informazioni (e cultura) parallele a quelle che dà oggi la scuola, con programmi scolastici molto spesso rigidi, asettici, che qualche volta possono risultare indigesti.    
                                                               
     Ma a chi attribuire il merito di questa realtà? Questo mi è stato chiesto da qualcuno quando ho parlato di questa mia bellissima esperienza. Il merito? Evidentemente va attribuito allo staff docente, del quale ho avuto la fortuna di conoscere i proff. Paola Stella, Rosalba Di Martino e lo psicologo Emilio Castaldi. Docenti eccezionali che erano felici di ascoltare le nostre considerazioni su questi alunni aperti alla cultura, assetati di sapere, per non dire che questi giovani avevano nella loro personalità il concetto di rispetto per i relatori che eravamo ospiti e adulti.     
                                                             
     Perché, è chiaro che l'impegno (l'abnegazione e l'amore) che questi  docenti dedicano alla scuola, cioè ai giovani, si riflette proprio in questi ultimi. La classe è lo specchio di chi la gestisce e la dirige.  
                       
    Un campo ben lavorato? dà frutti eccellenti, e per me questi giovani sono stati alla stregua di virgulti fertilizzati fertilizzati con cultura e amore.                                                                               
     Mi viene da pensare all'etimo della parola educazione che discende dal latino ex-ducere, trar fuori .. il meglio .. da una piantina, cioè da uno studente. E la parola è mutuata dalla agricoltura. Ma, se l'elogio si fa alla classe, e dunque ai docenti, che sono stati capaci di instaurare questo bellissimo rapporto, di mettere a punto queste meravigliose creature, va detto che il merito va anche al Preside, perché? Perché, se la scuola non è serena, se il coordinatore non si chiama Rosario Pitrolo e non ha il suo carisma, non ha passione per la scuola, comprensione per i docenti, amore per i ragazzi, questi risultati non possono essere raggiunti. 

     Alla fine della giornata, abbiamo visto gli occhi di questi ragazzi splendere di felicità. Ma tutti eravamo felici e lo saranno ancora i genitori, per i quali i figli rappresentano tutto. I nostri i figli sono i nostri tesori, sono il futuro della società. Un elogio a questi giovani che si preparano a scrivere un libro, a questi docenti che sono stati sopra ricordati, al Preside eccezionale prof. Rosario Pitrolo, alla storica Scuola Media Vann'Antò di Ragusa.